Thinking Back Through Our Mothers

La rubrica che,seguendo il consiglio di Virginia Woolf, parla di scrittura, genere e sessualità attraverso le madri della letteratura.

Il secondo appuntamento della nostra rubrica consacrata alle madri della letteratura è dedicata a Jean Rhys, una genitrice irrequieta e bohémien che dalla Dominica, l’isola Caraibica in cui nasce nel 1890 da padre gallese e madre creola di origini scozzesi, si trasferisce in Inghilterra a soli sedici anni per intraprendere una frustrante carriera come ballerina di fila. Durante gli anni ’20 vaga per l’Europa, con una predilezione per Parigi, vive burrascose relazioni sentimentali con alcuni uomini, da altri si fa mantenere, subisce un aborto e cade vittima dell’alcolismo. Ma soprattutto, dai margini delle squallide camere in affitto in cui è costretta dalla povertà, la Rhys partecipa alla rivoluzione modernista, regalandoci una galleria di protagoniste alienate che si muovono come fantasmi tra le strade di città che si rifiutano di accoglierle.

È solo nel 1966 però, dopo uno iato produttivo durato quasi 30 anni, che la Rhys pubblica il suo capolavoro, Il Grande Mare dei Sargassi, riscrittura del famosissimo romanzo di Charlotte Bronte Jane Eyre dal punto di vista della prima moglie di Rochester, meglio conosciuta come la pazza in soffitta.

Il grande merito della Rhys è quello di liberare Bertha dal regno dell’abietto, dandole un passato, un’identità e una voce. Scopriamo quindi che Bertha, prima di essere portata in Inghilterra dal marito e rinchiusa in soffitta, era Antoinette, una ragazza cresciuta nella natura lussureggiante dei Caraibi, nutrita dai suoi sapori e profumi, cullata dalla voce della balia Christophine, depositaria di un sapere mistico che rigetta i dettami del patriarcato:

“Io ho tre figli. Uno solo che vive in questo mondo, ognuno di un padre diverso, ma niente marito, ringrazio il mio Dio. Io mi tengo i miei soldi. Io non li do a nessun uomo indegno.”

Ed è proprio l’alterità della moglie, che è un tutt’uno con quella dell’isola, che Rochester non riesce a gestire e comprendere. Vittima di un’educazione che gli ha imposto di accettare solo realtà rigidamente codificate e di reprimere i propri sentimenti, è completamente destabilizzato da un contesto che ignora e sbeffeggia la sua idea di mascolinità; reagirà alla frustrazione attraverso gli unici mezzi a sua disposizione: il rifiuto e il controllo dell’altro. La Rhys è abile nel mostrarci come il sistema patriarcale danneggi non solo le donne, ma imponga anche severi limiti all’identità dell’uomo.

SPOILER ALERT!

Le eroine della Rhys sono raramente figure vincenti. Spesso sono schiacciate e abbandonate, private di tutto fuorché di una bottiglia e dei loro pensieri sconnessi. Antoinette è il loro angelo vendicatore: mandando a fuoco la casa patriarcale in cui è prigioniera, l’eroina rigetta con violenza l’identità di Bertha, i suoi cenci grigi, la pazzia che le è stata imposta. Il vestito rosso che compare nell’ultima parte del romanzo, ricordandole il colore dell’isola nativa, diventa il simbolo del passato di Antoinette, il correlativo oggettivo della sua identità. Antoinette diventa il vestito, che a sua volta diventa fuoco, che distrugge e purifica, restituendole la libertà.

Titolo: Il Grande Mare dei Sargassi
Autore: Jean Rhys
Editore: Adelphi
Genere: Romanzo
Argomento: riscrittura; letteratura femminile
Qui il link per acquistarlo.

One thought on “Thinking Back Through Our Mothers

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Crea il tuo sito web su WordPress.com
Crea il tuo sito
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: