Thinking Back Through Our Mothers

La rubrica che,seguendo il consiglio di Virginia Woolf, parla di scrittura, genere e sessualità attraverso le madri della letteratura.

I Monologhi della Vagina di Eve Ensler.

I Monologhi della Vagina, opera teatrale della scrittrice e drammaturga femminista Eve Ensler, debuttano a Off-Broadway nel 1996. L’intento dell’autrice è chiaro: in primo luogo sdoganare la parola proibita e impronunciabile, vagina, liberandola dalle catene del taboo. Una volta fatto ciò, rendere la vagina stessa protagonista del discorso, dandole voce e riconoscendola come sede esperienziale e percettiva dell’essere donna e non come mero nido del piacere maschile.

“L’argomento è la vagina. La pronuncio nel sonno. La dico perchè non è previsto che la dica. La dico perchè è una parola invisibile – una parola che suscita ansia, imbarazzo, disprezzo e disgusto. La dico perchè credo che ciò che non si dice non venga visto, riconosciuto e ricordato. Ciò che non diciamo diventa un segreto, e i segreti spesso creano vergogna, paura e miti. La dico perchè un giorno o l’altro vorrei sentirmi a mio agio pronunciandola, e non vergognarmi o sentirmi in colpa.”

I monologhi raccolti dalla Ensler raccontano di peli e masturbazione, stupro e infibulazione, alternando momenti buffi e tragici, lirici e rivelatori, restituendo la bellezza del corpo femminile senza edulcorazioni, mostrandone la sofferenza e glorificandone il potere, come in questa descrizione di un orgasmo, forse una delle più belle mai scritte:

Mi sentivo come un’astronauta che rientra nell’atmosfera terrestre. è stato molto calmo il rientro: calmo e dolce. Rimbalzavo e atterravo. Atterravo e rimbalzavo. Entravo nei miei muscoli, nel cuore e nelle cellule e poi, ecco, scivolavo dentro la vagina. Improvvisamente era tutto così facile e io ci stavo comoda. Ero calda, pulsante, pronta, giovane e viva. E poi. senza guardare, con gli occhi ancora chiusi, ho messo il dito su ciò che tutt’a un tratto era diventato me. Ho sentito un piccolo tremito dapprima, che mi ha convinto a restare. Poi il tremito è diventato un terremoto, un’eruzione, con gli strati che si dividevano e si suddividevano. Il terremoto si disperdeva in un antico orizzonte di luce e silenzio, che si apriva su una piana di musica e colori e innocenza e nostalgia, e io mi sentivo collegata, unita mentre mi dimenavo sul mio tappetino blu.

Nonostante l’enfasi posta dalla Ensler sugli aspetti corporali e anatomici della femminilità sia stata ampiamente e in parte comprensibilmente contestata dalla critica femminista e transgender, I Monologhi rimangono un’opera fondamentale che contribuisce all’erosione del discorso patriarcale sul corpo femminile, restituendo alle donne la facoltà di raccontare di una parte della propria esperienza troppo spesso censurata.

Titolo: I Monologhi della Vagina
Autore: Eve Ensler
Editore: Il Saggiatore
Genere: pièce teatrale
Argomento: femminismo, letteratura femminile
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